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La
miniera dell’Argentiera, ricca di galena argentifera, fu data
in concessione, con un regio decreto, alla marchesa Angela Tola
di San Satumino Il 22 settembre 1867.
Per
gli alti costi del trasporto dei minerali e la franosità delle
gallerie, la marchesa Tola cedette la miniera alla Compagnia
Generale delle Miniere.
L'attività
continuò: venne costruito un piccolo villaggio operaio di case
umili per i minatori e di alloggi più decorosi per i tecnici;
fu realizzata una piccola laveria vicino alla spiaggia per
agevolare i trasporti via mare.
Nell’ultimo
decennio dell'800 la miniera, passata sotto il controllo della
Società di Correboi, ebbe nuovo impulso per l’arrivo di nuovi
imprenditori, guidati dal barone Andrea Podestà, intestatario
di altre concessioni minerarie nell’isola.
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Villaggio
dell'Argentiera |
Venne
scavato un pozzo d’estrazione, chiamato, ovviamente, Podestà;
il villaggio fu dotato finalmente di alcuni servizi quali
l’infermeria e nuovi uffici tecnici e amministrativi.
Dopo
la Grande Guerra, per aumentare le produzioni, si realizzò un
pontile nella rada di San Nicolò, prospiciente la laveria, che
permise di trasportare il materiale estratto con l’impiego di
imbarcazioni di maggiore stazza rispetto al passato. Verso la
metà degli anni Venti la Società di Correboi passò sotto il
controllo della Pertusola che migliorò l’apparato tecnico
della miniera gestita, fino ad allora, in modo ancora troppo
artigianale. Venne costruita la grande laveria in legno, che
costituisce ancora oggi un raro esempio di archeologia
mineraria. I lavori si interruppero, per la II guerra
mondiale. La crisi era inevitabile anche per l'esaurimento dei
giacimenti. L’Argentiera vide revocata la sua concessione nel
1963.
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