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La miniera di Arenas,
che si trova in territorio di Fluminimaggiore (Cagliari), venne scoperta
nel 1881.
La Pertusola, la
società che aveva numerosi interessi nell'attività estrattiva, iniziò
nel 1901 a coltivare le sacche di calamina presenti nel cantiere Is
Cortis. In quegli anni la miniera venne collegata alla laveria
idrogravimetrica di Montecalzetta con una linea ferroviaria a
scartamento ridotto.
La Pertusola più
volte bloccò i lavori nei cantieri per la scarsa importanza dei minerali
di piombo e zinco presenti nel giacimento di Arenas.
La situazione
migliorò decisamente con l'ingresso in questa società di nuovi soci: si
costruì un altro pozzo denominato Lheraud, una moderna laveria
denominata Genna Carru, in grado di trattare giornalmente 200 tonnellate
di minerale, un primo nucleo di abitazioni per i minatori ed officine
attrezzate.
L'entrata in produzione del cantiere Cuccuru Tiny, collegato alla
laveria da un sistema di trenaggio con una capacità di trasporto di 50
tonnellate di materiale l'ora, diede nuovo impulso dopo la pausa per la
seconda guerra mondiale. La meccanizzazione con l'introduzione di pale
meccaniche e camion anticipò di qualche decennio lo sviluppo della
miniera. Basti pensare che il minatore di Arenas scavava ogni giorno più
di 100 tonnellate, molto di più di quanto riuscissero a fare i minatori
di altre realtà.
Arenas e Tiny, che
apparteneva alla Società di Monteponi, vennero unite.
Sul finire degli
anni cinquanta il basso tenore dei materiali estratti, la galena era al
2%, e il progressivo calo del prezzo dei metalli, convinsero la
Pertusola ad abbandonare l'attività. Nel 1963 si ruppe il contratto con
la Monteponi-Montevecchio per trattare i materiali di Tiny decretandone,
di fatto, la chiusura. Arenas passò nel novembre del 1969 alla
Piombozincifera Sarda e da questa alla Samim nel 1982. Dopo qualche anno
gli impianti vennero chiusi e il villaggio abbandonato. |