"Marcella, cernitrice"....

 

“Marcella, cernitrice” . “Marcella” è il titolo di un altro racconto, contenuto nel libro di Iride Peis “Gente di miniera, che ha per protagonista una donna che ricorda il suo passato di lavoratrice in miniera. Era, allora, una ragazzina quattordicenne che “ottenne”, come “risarcimento” per la morte del padre, null'altro che il posto di lavoro come cernitrice nel piazzale della miniera di S.Antonio a qualche centinaia di metri da quel cantiere minerario, Piccalinna, che lo “uccise”.

 

Abbiamo citato più volte, con grande piacere, questo il libro di Iride Peis perchè le storie vissute vengono narrate con una grande emozione che viene “sorseggiata” “avidamente” dal lettore. Questi racconti vivono una nuova dimensione con i disegni di Cici Peis che, di buon grado, si sofferma sui sentimenti più profondi dei protagonisti per renderli patrimonio sociale della comunità in un gioco di colori “chiaro-scuro” sempre genuino.

Così “Marcella” ha il volto di donna “antica” che racconta di una bambina e delle sue responsabilità di dare un sostentamento alla famiglia; del lavoro “crudo” nelle giornate fredde di una pioggia che “inzuppava” tutto sino ad arrivare ai sogni adolescenziali; di “infinite” schegge di ghiaccio che si conficcano come lance nelle ginocchia bambine che non si piegano per non venir meno al “presente” dell'appello in miniera. Ed il disegno parla, ancora, di una “antica” fierezza di donna sarda, appena avvolta da un fazzoletto che si “arrende”, aprendosi, alle emozioni non più coercibili dai colori seri e formali dei suoi vestiti “abbattuti” da un sorriso pieno non più acerbo ma che esalta, ancora, i denti forti di un “appetito” giovanile difficilmente appagato, allora, per la scarsità di cibi sempre razionati.

E' il sorriso che abbatte il muro della tristezza “vecchia” di 10000 anni e più, per far posto, ora come allora, alla serenità di una filastrocca che lei bambina cernitrice cantava per esorcizzare, sino a renderle impotenti, le avversità della vita: “Faccia caldo, faccia vento, io mi chiamo cuor contento”.

 

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