1949:LA COMMISSIONE INTERNA

Dopo lo sciopero dei 47 giorni e l'accettazione del Patto Aziendale a Montevecchio, la Direzione non ha più come interlocutori le organizzazioni sindacali ma Commissioni Interne che si riunivano alla presenza del Direttore della miniera. Lo sciopero del 1949 a Montevecchio come in tutto il Bacino minerario del sulcis-iglesiente-guspinese fu politico, in gioco c'era la democrazia all'interno del posto di lavoro. Le società minerarie erano, in quel momento, disponibili ad aumenti salariali consistenti, il loro obiettivo era quello di rendere inefficace ed assente l'organizzazione sindacale e politica in miniera.

Abbiamo trovato, nell'archivio della Camera del Lavoro di Guspini, il verbale della Riunione della Commissione Interna del 7 Settembre 1949, alcuni mesi dopo il grande sciopero. Lo abbiamo riprodotto perchè vale la pena leggerlo:

   Montevecchio, li 7.9.1949 ING.M/

VERBALE DELLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE INTERNA DI FABBRICA DEL 5.9.1949

  Sono presenti, per gli operai:

 

PITTAO VINCENZO            COLLU GIOVANNI               LIXIA GIUSEPPE

PIANU MASSIMO                SOGUS GIOVANNI               PECORELLI LUIGI

AMBROSINI LUIGI              CORRIAS TARCISIO            CANCEDDA GIUSEPPE.

CORDA ARCANGELO

 

Per gli impiegati:

 

SPANO SALVATORE

 

Per la Direzione:

 

Ing. Filippo Minghetti                            Direttore della Miniera

Rag. Bruno Bruschi

 AUMENTI SALARIALI- Il Direttore fa rilevare che il 5.8. u.s. si sono concluse a Roma le trattative interconfederali per un accordo preliminare sul problema della rivalutazione delle retribuzioni e mette in evidenza gli aumenti che sono stati concessi da questo Patto Nazionale a cominciare dal 1°/8/1949 con quelli che sono stati concessi col Patto Aziendale già in atto dal 1° Febbraio 1949.

                       Affinché le Maestranze possano rendersi conto della grande differenza e dei grandi vantaggi che hanno ottenuto con la stipulazione del Patto Aziendale, esponiamo qui di seguito uno specchio riassuntivo:

  PATTO NAZ. PATTO AZIENDALE DECORRENZA 1° FEBBRAIO 49
CATEGORIE Aumento c/dec. AUMENTO DEL SALARIO GIORNALIERO
  1° Agosto 1949 AUMENTO PAGA Premio Coll. 10%  
      sulla paga base + TOTALE
      conting.+sottos.+  
      premio Montev.  
Operaio specializzato esterno

56,00

202,40

120,00

322,40

Operai  qualificati    esterno e Armatori, carichino,strad.

24,00

182,00

114,20

296,20

Condutt. Di macch.estraz. Occ.Dell’interno

 24,00

182,00

125,00

307,00

perforatori

 24,00

245,20

146,60

391,80

manovali specializzati:Arganisti, Muratori di II^,compressoristi,ventilat.Locom

occ.                 INTERNO

        12,00  

    

168,80

 121,80

 290,60

         ESTERNO

12,00

 168,80

111,00

279,80

Manovali com  INTERNO

 +,+

 153,20

117,80

 271,00

Manovali com. ESTERNO

+,+

153,20

107,00

260,20

 Oltre gli aumenti concessi sull’indennità alloggio, sull’indennità di lontana provenienza e i miglioramenti Concessi sulla distribuzione degli indumenti di lavoro.

 I rappresentanti della Commissione Interna hanno preso nota delle dichiarazioni del Direttore circa l’aumento salariale che è stato concesso in sede nazionale per “l’accordo preliminare di rivalutazione” e pur riconoscendo che detto accordo non può essere applicato agli operai dipendenti i cui rapporti di lavoro sono regolati dal Patto Aziendale, fanno esplicita richiesta, da confermarsi per iscritto, che detto accordo sia preso in esame dalla Società Montevecchio per l’applicazione ai propri dipendenti in armonia ai concetti di rivalutazione delle categorie.

 PIANO FANFANI  - Il Direttore riferisce sull’argomento e segnala la decisione della Società di provvedere alla costruzione di case operaie secondo quanto prescrive la legge. Questa decisione, che viene a portare alla Società un notevole aggravio oltre quello che la stessa dovrebbe sopportare se si limitasse al pagamento dei soli contributi sui salari, ha il grande vantaggio per i propri dipendenti di poter avere delle case di abitazione che possono anche, secondo un determinato regolamento, divenire poi di proprietà degli stessi operai.

Le case operaie composte di piccoli fabbricati isolati con due appartamenti di 5 stanze ciascuno e ingresso indipendente, verranno costruite per l’importo di 60 milioni nei paesi di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini e Villacidro, in relazione al numero degli operai residenti in questi paesi.

                            Si passa poi alla discussione dell’ordine del giorno:

 OPERAI TELEFERICHE: - Viene fatta nuovamente presente la richiesta di questi operai per essere retribuiti col minimo di cottimo.La Direzione ha avuto in altra occasione motivo di spiegare come il minimo di cottimo non può essere concesso in modo fisso. Pertanto quelle categorie di lavoratori che non possono essere messe a cottimo debbono lavorare ad economia, salvo casi eccezionali, per lavori speciali, nei quali vengono concessi dei premi variabili caso per caso. La richiesta verrà tuttavia nuovamente e definitivamente esaminata.

 CASSA MUTUA: - Le lagnanze dei dipendenti circa il servizio della Cassa Mutua sono purtroppo giustificate e questa Società, nei limiti delle proprie possibilità, ha fatto tutto quanto era possibile per poter sollecitare un miglioramento nelle cure e nell’assistenza. A questo proposito, oltre l’intervento diretto presso la Direzione di Cagliari, è stata interessata attraverso l’Associazione degli Industriali e la ns/Sede di Milano, anche la Sede di Roma.

 ASSUNZIONI AL LAVORO: - Purtroppo il numero degli operai che sono alle ns/ dipendenze è ancora in esuberanza rispetto alle necessità del lavoro e pertanto non è possibile per il momento addivenire a nuove assunzioni di maestranze.

 VISITE DI CONTROLLO: - Viene lamentata la poca cura che sarebbe praticata nell’esecuzione delle visite di controllo. A questo proposito si fa rilevare che le visite di controllo vengono fatte su elementi dei quali il Sanitario di Fabbrica conosce perfettamente le condizioni di salute per averli avuti in cura e per averli seguiti nella loro attività per parecchio tempo. Pertanto, in determinati casi non viene ritenuta necessaria la radiografia od altri accertamenti di particolare importanza.  

  ARGANISTI E INGABBIATORI: - La richiesta di retribuire col minimo di cottimo queste categorie non può essere accolta.

 CARICHINI: - Viene segnalato che i carichini si lamentano perché con la lampada di sicurezza non hanno sufficientemente luce per il carico delle mine di corona.

La Direzione fa rilevare che tale sistema si è sempre adoperato senza lagnanze anche prima della guerra e pertanto la richiesta appare ingiustificata. La Direzione tuttavia si riserva di esaminare la possibilità del commercio per vedere di scegliere una lampada che abbia un maggior rendimento luminoso.

 SADERIS ANGELOIngabbiatore a S.Antonio- La richiesta di essere trasferito a Ponente verrà esaminata.

 PERFORATORI CAVA BASALTI  - Questa categoria di operai si lamenta perché tutti i guasti alla macchina perforatrice verrebbero loro addebitati anche se di tali guasti non ne sono responsabili.

La dichiarazione sembra quanto mai strana:tuttavia la Direzione si riserva di fare accurati accertamenti sulla questione.

ARMATORI PICCALINNA – Viene dichiarato che mentre ad alcuni armatori per i lavori speciali sono stati concessi premi straordinari dal Capo Servizio, tali premi, in proporzione adeguata, non sarebbero stati concessi all’aiuto armatore che per tutta l’esecuzione del lavoro ha lavorato col proprio maestro. Verranno fatti gli accertamenti del caso.

SPILLATORI XII LIVELLO PICCALINNA: - Si ritorna sull’argomento del cottimo per questa categoria di operai. E’ stato già risposto che il cottimo non è possibile concederlo. Si riesaminerà tuttavia la cosa per vedere se le condizioni di lavoro sono cambiate.

BIANCU MARIO: - La visita di controllo ha rilevato che non vi sono fatti speciali per accordare il trasferimento all’esterno. L’operaio quindi rimane al suo posto di lavoro all’interno.

 Qui termina il verbale che abbiamo riprodotto integralmente.

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