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Nell'isolata
Barbagia, precisamente nel territorio di Seui, il La Marmora scoprì
una miniera di antracite. La miniera di Corongiu, è questo il suo
nome, nel 1877 venne data in concessione ad un gruppo di
imprenditori ai quali subentrò la Società di Correboi col barone
e parlamentare Andrea Podestà.
L'imprenditore
si fece promotore, in Parlamento, della realizzazione della
ferrovia ogliastrina che, con la costruzione di una stazione nei
pressi della miniera, riduceva il problema del trasporto del
carbone estratto.
La
Società di Monteponi che prese il controllo della miniera, si
trovò di fronte ai gravi costi di trasporto del carbone che
doveva essere utilizzato nelle caldaie dei suoi impianti. Per la
Monteponi era più conveniente acquistare il carbone dall'estero
utilizzando per il trasporto i mezzi marittimi.
Nella
prima guerra mondiale si incrementò la produzione e venne
costruita un'imponente laveria.
Nel
1936 la miniera di Corongiu fu acquistata dalla Compagnia
Mineraria Veneto-Sarda, che riuscì a incrementare le produzioni,
grazie al favorevole momento dettato dall’autarchia. Si fecero
numerose ricerche e si approfondirono le discenderie. Si estraeva
l’antracite non solo nella zona di Corongiu ma anche a
Ingurtipani nel comune di Seulo inviando il materiale a Cagliari
per essere impiegato sulle navi da guerra.
Terminata
l'emergenza della guerra che aveva reso conveniente la
coltivazione di un giacimento così disagiato, la miniera evidenziò
i suoi limiti di anti-economicità. Gli alti costi dovuti
all’isolamento e l’esaurimento dei cantieri più ricchi
costrinsero alla chiusura della miniera: la revoca della
concessione avvenne nel luglio del 1964.
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