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Il fascismo fu
l'espressione più aggressiva del Capitalismo Finanziario che, in
quel momento, seppe far volgere a suo favore i rapporti di forza
all'interno stesso di una Borghesia divisa.
Il 7 Marzo del
1920 il Congresso della Confindustria approvò un documento in
cui tra l'altro si affermava: “il Congresso fa voti per un
indirizzo di governo che realizzi la disciplina nel potere”,
“porti alla direzione dello Stato uomini e metodi nuovi”.
Sin dal suo
nascere il fascismo adottò, per la sua affermazione, due
“metodi”: la demagogia del programma di San Sepolcro del 1919 e
la violenza delle squadre armate che seminarono il terrore.
Con la prima si
cercò il consenso di una base sociale che comprendeva, oltre ai
reduci della prima guerra mondiale “vittoriosa”, rappresentati
da ufficiali di una casta militare che non si sentì gratificata
dagli accordi di pace, anche una piccola e media borghesia
oscillante e vittima di una “paura” sociale sotto l'incalzare da
una parte della grande borghesia e dall'altra di un proletariato
che sempre più acquistava coscienza di sé come espressione di un
movimento operaio internazionale.
Molti, anche
intellettuali, si lasciarono convincere dal Programma di San
Sepolcro del 1919, apparentemente “rivoluzionario”.
Si era negli
anni del “Biennio Rosso” 1919//1920 nei quali lo scontro sociale
diveniva sempre più acuto. Gli scioperi delle fabbriche di
Torino, con il movimento dei Consigli di Fabbrica così come
teorizzati dal giornale “Ordine Nuovo” di Antonio Gramsci ed
altri dirigenti socialisti, che nel 1921 saranno tra i fondatori
del Partito Comunista d'Italia, a partire dalla seconda metà del
1919 saranno duramente contrastati dagli industriali che
rigetteranno tutte le richieste operaie.
I blocchi
sociali contrapposti si delinearono, quindi, già in quegli anni
e in quelle lotte: da una parte gli operai che con una difficile
politica di alleanze “conquistavano” l'adesione dei tecnici e
degli specializzati in fabbrica e dei contadini e dei braccianti
nelle campagne. Dall'altra parte gli industriali e i proprietari
terrieri che per imporre le proprie scelte e respingere le lotte
della classe operaia non disdegnarono
di finanziare la violenza delle squadre fasciste .
Il 1920 vide
l'inasprimento della lotta con l'occupazione delle fabbriche.
Gli industriali
scelgono l'appoggio economico al Fascismo che inizia il suo
triste cammino con l'azione sempre più violenta delle squadre
che assaltano sedi di partito e sedi sindacali.
La violenza e
la sopraffazione nascono molto prima della Marcia Su Roma del 28
Ottobre 1922 che, a quel punto, è solo una parata
propagandistica di fronte al quale si genuflette il Re che
affida il compito di formare il governo a Mussolini.
Da quel momento
il fascismo, sul piano parlamentare, iniziò ad approvare leggi
che gli avrebbero dato il controllo totale dello Stato.
Nel 1923 le
squadre armate fasciste vennero legalizzate diventando, così, la
“Milizia volontaria per la sicurezza nazionale”.
Sempre nel 1923
venne introdotto un sistema maggioritario che assegnava i due
terzi dei seggi alla lista che avesse ottenuto almeno il 25% dei
voti.
Nel 1924 alle
elezioni il listone del partito fascista ottenne il controllo
della camera dei deputati. Quello stesso anno il deputato
socialista Giacomo Matteotti venne assassinato dai fascisti.
Il 3 gennaio
1925 Mussolini con il discorso alla Camera dei Deputati proclama
la fine dei diritti civili e dei diritti politici.
Ha inizio il
processo di fascistizzazione dello Stato che dà al Capo del
Governo enormi poteri tra i quali, praticamente, il potere di
nomina e di revoca dei ministri anche se formalmente il re
manteneva questa prerogativa.
Nel 1928 ci fu
l'introduzione della norma per l'elezione dei deputati su
un'unica lista del partito fascista.
Nel 1939 venne
soppressa la camera dei deputati e sostituita con la camera dei
fasci e delle corporazioni i cui membri vennero nominati dal
governo o dal partito fascista.
I Partiti
politici tranne che quello fascista, ovviamente, vennero
vietati. Al PNF ed al Gran Consiglio del Fascismo venne
riconosciuto il ruolo fondamentale per lo Stato di dare al
Governo pareri obbligatori riguardanti la successione stessa al
trono, la scelta del capo del Governo nel caso di vacanza della
carica, i rapporti tra Stato e Partito Fascista.
Nel 1926 venne
istituito il sistema corporativo: i lavoratori vennero
organizzati in un unico sindacato fascista obbligatorio. Il
mondo del lavoro e dell'economia venne organizzato in
corporazioni di categoria che comprendevano, in un delirio
velleitario di controllo totale, sia i datori di lavoro sia i
lavoratori che perdevano così ogni possibilità di vedersi
riconosciuti i propri diritti.
Il consenso al
fascismo fu imposto soprattutto con il Tribunale speciale che
reprimeva ogni forma di opposizione.
Nel 1938 furono
emanate le leggi razziali. La teoria della razza “ariana”
inventata dal nazismo che, con essa, perseguitò gli ebrei sino
al genocidio ed eliminò anche fisicamente
handicappati e uomini “diversi” perché “esseri
inferiori”, entra a far parte dell'ordinamento italiano. Le
leggi volute dal fascismo prefigurano la “razza ariana italiana”
. Da qui la discriminazione degli ebrei in tutta la vita sociale
diventa legge dello stato che indica quali scuole potessero
frequentare, quali lavori potessero fare e quale patrimonio
potessero detenere. L'eccedenza del patrimonio veniva
confiscato.
Fu
necessaria una legge per cambiare lo stesso Statuto del
Partito fascista per impedire ad ebrei di farne parte!
Sul piano
internazionale il Fascismo spingendo sino in fondo sulla strada
del Nazionalismo iniziò nel 1935 la guerra di Etiopia per dare
un “impero” al Re; nel 1936 mandò l'esercito a sostenere la
dittatura franchista e nel 1940 inizia la II guerra mondiale
alleandosi con Hitler.
Fu l'inizio
della fine. Nel 1945 soprattutto per effetto della guerra di
liberazione e della Resistenza antifascista il fascismo cadde
con il suo capo. |