IL FASCISMO IN ITALIA.....

IL FASCISMO NEL BACINO MINERARIO

“Siamo stati nobilmente, abbondantemente assecondati dall'altra parte. E forse occorreva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare.......”questa fu la frase attribuita al Papa Pio XI (riportata nel libro “L'Italia contemporanea” edito da Einaudi nel 1961) che nel discorso tenuto agli studenti dell'Università Cattolica di Milano, così si riferiva a Mussolini, capo del fascismo, il 14 Febbraio del 1929 nello spiegare la soddisfazione per l'avvenuta firma dei Patti Lateranensi.

Mussolini fu davvero l'uomo della Provvidenza? La domanda è del tutto retorica considerato che la risposta negativa è del tutto ovvia.

Il fascismo da molti, anche intellettuali, fu considerato l'unico “baluardo” contro il “pericolo” del “Bolscevismo” che in Unione Sovietica si affermò con la Rivoluzione dell'Ottobre del 1917.

Montevecchio, visita di Mussolini il 14 Maggio 1942

Montevecchio, visita di Mussolini in macchina con il Direttore della Miniera.

Il fascismo fu l'espressione più aggressiva del Capitalismo Finanziario che, in quel momento, seppe far volgere a suo favore i rapporti di forza all'interno stesso di una Borghesia divisa.

Il 7 Marzo del 1920 il Congresso della Confindustria approvò un documento in cui tra l'altro si affermava: “il Congresso fa voti per un indirizzo di governo che realizzi la disciplina nel potere”, “porti alla direzione dello Stato uomini e metodi nuovi”.

Sin dal suo nascere il fascismo adottò, per la sua affermazione, due “metodi”: la demagogia del programma di San Sepolcro del 1919 e la violenza delle squadre armate che seminarono il terrore.

Con la prima si cercò il consenso di una base sociale che comprendeva, oltre ai reduci della prima guerra mondiale “vittoriosa”, rappresentati da ufficiali di una casta militare che non si sentì gratificata dagli accordi di pace, anche una piccola e media borghesia oscillante e vittima di una “paura” sociale sotto l'incalzare da una parte della grande borghesia e dall'altra di un proletariato che sempre più acquistava coscienza di sé come espressione di un movimento operaio internazionale.

Molti, anche intellettuali, si lasciarono convincere dal Programma di San Sepolcro del 1919, apparentemente “rivoluzionario”.

Si era negli anni del “Biennio Rosso” 1919//1920 nei quali lo scontro sociale diveniva sempre più acuto. Gli scioperi delle fabbriche di Torino, con il movimento dei Consigli di Fabbrica così come teorizzati dal giornale “Ordine Nuovo” di Antonio Gramsci ed altri dirigenti socialisti, che nel 1921 saranno tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia, a partire dalla seconda metà del 1919 saranno duramente contrastati dagli industriali che rigetteranno tutte le richieste operaie.

I blocchi sociali contrapposti si delinearono, quindi, già in quegli anni e in quelle lotte: da una parte gli operai che con una difficile politica di alleanze “conquistavano” l'adesione dei tecnici e degli specializzati in fabbrica e dei contadini e dei braccianti nelle campagne. Dall'altra parte gli industriali e i proprietari terrieri che per imporre le proprie scelte e respingere le lotte della classe operaia non disdegnarono di finanziare la violenza delle squadre fasciste .

Il 1920 vide l'inasprimento della lotta con l'occupazione delle fabbriche.

Gli industriali scelgono l'appoggio economico al Fascismo che inizia il suo triste cammino con l'azione sempre più violenta delle squadre che assaltano sedi di partito e sedi sindacali.

La violenza e la sopraffazione nascono molto prima della Marcia Su Roma del 28 Ottobre 1922 che, a quel punto, è solo una parata propagandistica di fronte al quale si genuflette il Re che affida il compito di formare il governo a Mussolini.

Da quel momento il fascismo, sul piano parlamentare, iniziò ad approvare leggi che gli avrebbero dato il controllo totale dello Stato.

Nel 1923 le squadre armate fasciste vennero legalizzate diventando, così, la “Milizia volontaria per la sicurezza nazionale”.

Sempre nel 1923 venne introdotto un sistema maggioritario che assegnava i due terzi dei seggi alla lista che avesse ottenuto almeno il 25% dei voti.

Nel 1924 alle elezioni il listone del partito fascista ottenne il controllo della camera dei deputati. Quello stesso anno il deputato socialista Giacomo Matteotti venne assassinato dai fascisti.

Il 3 gennaio 1925 Mussolini con il discorso alla Camera dei Deputati proclama la fine dei diritti civili e dei diritti politici.

Ha inizio il processo di fascistizzazione dello Stato che dà al Capo del Governo enormi poteri tra i quali, praticamente, il potere di nomina e di revoca dei ministri anche se formalmente il re manteneva questa prerogativa.

Nel 1928 ci fu l'introduzione della norma per l'elezione dei deputati su un'unica lista del partito fascista.

Nel 1939 venne soppressa la camera dei deputati e sostituita con la camera dei fasci e delle corporazioni i cui membri vennero nominati dal governo o dal partito fascista.

I Partiti politici tranne che quello fascista, ovviamente, vennero vietati. Al PNF ed al Gran Consiglio del Fascismo venne riconosciuto il ruolo fondamentale per lo Stato di dare al Governo pareri obbligatori riguardanti la successione stessa al trono, la scelta del capo del Governo nel caso di vacanza della carica, i rapporti tra Stato e Partito Fascista.

Nel 1926 venne istituito il sistema corporativo: i lavoratori vennero organizzati in un unico sindacato fascista obbligatorio. Il mondo del lavoro e dell'economia venne organizzato in corporazioni di categoria che comprendevano, in un delirio velleitario di controllo totale, sia i datori di lavoro sia i lavoratori che perdevano così ogni possibilità di vedersi riconosciuti i propri diritti.

Il consenso al fascismo fu imposto soprattutto con il Tribunale speciale che reprimeva ogni forma di opposizione.

Nel 1938 furono emanate le leggi razziali. La teoria della razza “ariana” inventata dal nazismo che, con essa, perseguitò gli ebrei sino al genocidio ed eliminò anche fisicamente handicappati e uomini “diversi” perché “esseri inferiori”, entra a far parte dell'ordinamento italiano. Le leggi volute dal fascismo prefigurano la “razza ariana italiana” . Da qui la discriminazione degli ebrei in tutta la vita sociale diventa legge dello stato che indica quali scuole potessero frequentare, quali lavori potessero fare e quale patrimonio potessero detenere. L'eccedenza del patrimonio veniva confiscato.

Fu necessaria una legge per cambiare lo stesso Statuto del Partito fascista per impedire ad ebrei di farne parte!

Sul piano internazionale il Fascismo spingendo sino in fondo sulla strada del Nazionalismo iniziò nel 1935 la guerra di Etiopia per dare un “impero” al Re; nel 1936 mandò l'esercito a sostenere la dittatura franchista e nel 1940 inizia la II guerra mondiale alleandosi con Hitler.

Fu l'inizio della fine. Nel 1945 soprattutto per effetto della guerra di liberazione e della Resistenza antifascista il fascismo cadde con il suo capo.

Montevecchio, visita di Mussolini..attesa del suo passaggio.

Montevecchio, visita di Mussolini...un cartello inneggia alla vittoria ma sarà drammatica catastrofe.

Montevecchio, parata di gerarchi fascisti.

 

 

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