LE FONDERIE:MASUA, FUNTANAMARE, BONARIA

 

l'estrazione del minerale

MASUA- per fondere il minerale della miniera di Masua venne costruita una fonderia che iniziò la sua attività nel 1862.

Essa era dotata di sei “forni a manica, un forno a riverbero e di un ventilatore mosso da una macchina a vapore”.

La parte interna del cilindro era in ghisa. Il combustibile impiegato per alimentare i forni era il Coke inglese.

 

Veniva fusa una quantità pari a 18 t./forno di minerale in 24 ore con un consumo di combustibile, di coke quindi, pari a 5,5 tonnellate.

La percentuale di piombo ricavato oscillava dal 25% al 30%.

Le notizie contenute nella relazione di Quintino Sella sulle condizioni dell’Industria mineraria della Sardegna, sono curiosamente precise quando afferma che “le colate del piombo si fanno tre volte al giorno all’ora del cambio, della “muta” del personale che non lavora che otto ore”.

Evidentemente all’On. Sella otto ore di lavoro dovevano apparire molto poche.

Continuando con le notizie sull’attività della fonderia di Masua, apprendiamo che dalle colate si ottengono circa 60 “pani” di prodotto del peso di 62,5 kg ciascuno. Il piombo contiene da 90 a 110 g di argento per ogni 100 kg:in media 1 kg per ogni tonnellata.

Per quanto riguarda il personale: ogni forno funzionava con il lavoro di un fonditore e di un tira-scorie, di un caricatore e di un portacarbone.

Le scorie venivano trasportate  sul piazzale della fonderia per permettere il loro raffreddamento per poi essere eventualmente riportate nei forni.

 

FUNTANAMARE- La fonderia di Funtanamare che porta appunto il nome della località in cui fu costruita, distava 5 Km dalla miniera di Nebida della quale trattava e fondeva i minerali estratti. Essa era dotata  di 6 forni a manica e di una macchina a vapore che “produceva il vento” utile.

Alla fonderia era annessa una laveria per il trattamento dei minerali.

 

BONARIA- La fonderia di Bonaria , rimasta attiva solo due anni, era stata costruita a Cagliari. Era dotata di:

  • 4 forni a riverbero;

  • 3 forni a manica;

  • due di riduzione;

  • dieci caldaie di concentrazione sul sistema Pattinson;

  • 1 forno a coppella.

Fu abbandonata dal 1865 per mancanza di commesse.