SCHEDA TECNICA

 

Una scheda tecnica che riassuma alcune caratteristiche della Fonderia di San Gavino così come viene delineata nel progetto definitivo del 20 Novembre 1930, è necessaria per conoscere, almeno in parte, le potenzialità produttive di questa moderna struttura.

I dati sono ricavati dal libro dell'ing. Giovanni Rolandi “La metallurgia in Sardegna” edito nel 1971 che non si trova, purtroppo, in commercio.

Abbiamo potuto consultare una copia del libro presso la sede di Iglesias dell'Associazione Mineraria Sarda.

La Fonderia comprendeva 4 settori o reparti :

A)- Servizi arrivi e partenze: è qui che ha inizio la “linea di lavorazione” a forma di U o di ferro di cavallo come, invece, la denomina l'ing. Rolandi. E' qui che vi è lo svincolo o il raccordo tra la ferrovia privata delle miniere di Montevecchio e la ferrovia regia, pubblica.

Questo primo settore è composto da un deposito principale dove viene scaricato tutto il minerale e il materiale necessario per l'alimentazione dei forni come il coke o i fondenti per il processo di fusione, che, dopo essere stato pesato da un ponte “pesatore”, sarà sistemato nel deposito secondario adiacente da una gru a cavalletto che sormonta l'intero settore con il suo portale di 31 m e due bracci che consentono di estendere la sua azione sino a 42 m.

B)-Reparto di macinazione dotato di 1 forno per l'essiccamento, di mulini a palle per la frantumazione, di un impianto per la filtrazione delle polveri e di un'officina;

C)-Reparto di desolforazione dotato di 1 sezione miscele, di 1 gru a ponte, 1 mescolatore Raps, di fosse di deposito miscele, 1 apparecchio Dwight Lloyd prearrostitore, di tramogge di carico Dwight Lloyd, aspiratore dei gas, apparecchio Dwight Lloyd finitore, 1 deposito agglomerato, 1 deposito graniglia, deposito di fini, deposito del prearrostito, sili per il Coke e le scorie, i recipienti per le cariche dei forni a vento;

D)-Reparto fusione dotato di forni a vento, di 1 forno per i sottoprodotti, 1 gru a ponte, soffiatori d'aria per l'alimentazione dei forni, aspiratori dei gas dei forni, cicloni, filtri a sacchi automatici.

E)-Reparto di raffinazione: dotato di 1 caldaia di rifusione, forni a riverbero ossidanti, caldaie per la disargentazione del minerale, forni a riverbero per dezincazione dello stesso, settore di colata del piombo dolce, forni di distillazione, forni a coppella, gru a ponte.

Nella parte esterna trova sistemazione, alla fine della linea di lavorazione, il parco scorie. Nel piazzale erano e sono, tuttora, sistemati i camini, la cabina elettrica, la “sala pompe” per il pompaggio dell'acqua dai pozzi artesiani. Vi era poi un'auto gru per la sistemazione delle scorie di fusione.

Due fabbricati formano la parte centrale della fonderia. Il primo è composto da tre capannoni affiancati e senza pareti per permettere un'ampia “comunicazione” e agibilità interna per il servizio di un carrello mobile “ Telfer”, dotato di due “organi” alle cui estremità vi era da una parte un gancio e dall'altra una benna “a grinfa”, che si spostava su una linea appunto ad U dal piazzale arrivi e distribuzione sino all'interno dei fabbricati.

I tre capannoni avevano una larghezza di m 13,50 ciascuno e una lunghezza di 72 m. Per quanto riguarda l'altezza due di essi raggiungevano i 13,40 m mentre il terzo raggiungeva 9,20 m.

In questo primo fabbricato trovavano posto, quindi, i reparti di macinazione e di fusione.

Il secondo fabbricato, in cui erano sistemati i reparti di desolforazione e di fusione, aveva una lunghezza di 96 m la larghezza di 22 m e l'altezza di 21,80. I soffiatori d'aria per alimentare i forni e l'impianto di depolverizzazione erano sistemati in un locale che prolungava di 15 m il secondo fabbricato.

Gli impianti della fonderia vennero costruiti in carpenteria metallica perché ritenuta più idonea anche per la duttilità del materiale che poteva essere recuperato integralmente qualora si fosse reso necessario apportare delle modifiche alla struttura o semplicemente ampliarla.

Un dato interessante: il costo delle prime 1100 t di carpenterie metalliche messe in opera fu di £.1,77 per kg che comprendeva £.1,32 per la ditta costruttrice, £. 0,19 per spese di trasporto a San Gavino e £.0,26 per il montaggio.

Un'ultima notizia riguarda il costo della costruzione della fonderia che fu preventivato in 14 milioni di lire con una spesa di esercizio di 400 lire/tonnellata di piombo.

Queste sono le notizie essenziali per consentirci di conoscere la fonderia di San Gavino nei suoi caratteri fondamentali.

Per chi volesse farlo dovrebbe approfondire l'argomento andando a scoprire, tra le altre cose, tutti i mutamenti tecnici che vennero apportati per essere al passo dello sviluppo dell'attività estrattiva nelle miniere di Montevecchio.

 

contatta sardegnaminiere

SMS INVIA