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L’Ing.
Charles Bedeaux, nato a Parigi nell’anno 1888 e morto a Miami
nell’anno 1944, fu l’"inventore" del sistema di
misurazione dei tempi di lavoro basato sulla velocità del
lavorato.
Da
lui prese il nome il sistema di lavoro a cottimo utilizzato da
tutte le Società Minerarie.
Il
cottimo "Bedaux" rappresentava il sistema di
sfruttamento scientifico dei lavoratori.
Questo
sistema di lavoro si basava sul cronometraggio della quantità di
lavoro che un operaio compiva, con uno certo sforzo, in un minuto
primo.
Questa
quantità costituiva l’unità "Bedaux" e dal numero
delle unità si poteva stabilire il tempo di lavorazione: nelle
miniere di Montevecchio e di Ingurtosu veniva chiamato "60 di
passo".
Un
minatore, per essere assunto a lavoro, doveva raggiungere il
cosiddetto "60 di passo"; doveva, cioè, sotto il
controllo del cronometrista, compiere un determinato
"passo" (trasportare, per l’appunto, un determinato
numero di carrelli, scavare un determinato numero di metri, ecc.).
Se l’operaio non riusciva a raggiungere il "passo"
veniva licenziato. Nel momento in cui il "passo"
diventava raggiungibile da tutti i minatori, veniva
sistematicamente aumentato.
Una
coppia di manovali di getto della miniera di Montevecchio, se due
anni prima del Patto Aziendale produceva 16/18 vagoni al giorno,
dopo il Patto doveva produrne 22/24 .
Per
capire cosa ha significato per i minatori il sistema dei cottimi
"Bedeaux" basta leggere un paragrafo della Tesi di
Laurea della prof.ssa Fonnesu M.L.
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