IO RICORDO

Questo è un contributo della d.ssa Vaccargiu Anna Maria, medico di Guspini che ha  vissuto  per tanto tempo a Montevecchio ma soprattutto lì vi ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza, età importanti dal punto di vista formativo.

La dottoressa Vaccargiu ha vissuto a Montevecchio perché il padre, Ivo, era un minatore…..uno dei tanti che ogni giorno lanciavano una sfida “vitale” alla miniera.

Ci racconta in queste righe i suoi ricordi di bambina “di Montevecchio”.

Le foto che corredano, documentandolo, il suo scritto le ha fornite Lei stessa…..la ringraziamo.  

“Il primo ricordo, nitido,della mia vita è anche ricordo di Montevecchio.

Avevo tre anni quando, con la mia famiglia, arrivai a “Righi”, un “cantiere” della miniera....stranamente, però, non ricordo il giorno del mio arrivo a Montevecchio....eppure doveva essere un giorno diverso, un giorno speciale non fossaltro perchè era un giorno che determinava un grande cambiamento...i bambini sentono più di altri queste situazioni nuove, hanno sensazioni che spesso riescono ad essere impercettibili ad altri, agli adulti.....

....Righi era un pò abbarbicato sulla montagna..

foto di gruppo a Montevecchio

.Le nuvole talmente basse che sembravano inghiottire le cime dei monti..

Gruppo di bambini di Montevecchio

Ho, invece, il ricordo chiaro di sprazzi di vita a Montevecchio....momenti intensi...diversi......momenti che sono rimasti impressi nella mia memoria sino a sentirne la leggerezza da sempre:dubito che possa dimenticare....è come essersi scavati dentro emozioni intense, come se queste vestissero l'anima stessa.

Mia madre, forse eccessivamente apprensiva, non mi lasciava uscire mai sola....."Righi" era un pò abbarbicato sulla montagna....si vedeva la vallata...si dominava Montevecchio...per una bambina di tre/quattro anni era una sensazione viva di potenza "visiva"......gli altri giù..in lontananza erano finalmente piccoli..più piccoli di lei...era questa la sensazione, l'emozione  che mi affascinava.

Ma quel giorno, fu un giorno speciale. Lo ricordo chiaramente: mia madre mi diede l'incarico (finalmente facevo parte a tutti gli effetti della famiglia, ero "utile" anch'io, ero "grande"!) di andare a chiamare il mio fratello maggiore, il mio preferito; uscii di casa e "improvvisamente" mi ritrovai in questo spazio immenso......lo scoprii "coperto" di un cielo pieno di nuvole; non dovevo neppure alzare la testa, erano lì davanti e sopra di me......talmente basse che sembravano inghiottire la cima dei monti che ci proteggevano tutto intorno.

Non so come nè quanto tempo dopo riuscii a vincere la mia meraviglia. Ricordo che mi venne l'ansia di comunicare a mia madre quella mia scoperta meravigliosa.

Tornai a casa; a mia madre stupita che mi chiese come mai fossi rientrata, risposi in un fiato: "Il cielo....il cielo è così basso che sta cadendo sopra i monti". Accompagnai le parole con i gesti eloquenti...precisi.....

Avevo forse quattro anni e il ricordo di quella "scoperta" è ancora oggi nitida...precisa:mi basta chiudere gli occhi per ritrovare quelle sensazioni, quelle emozioni che si associano liberamente ad immagini e suoni propri di quel paesaggio così unico. Ed è anche  un tornare indietro, con i pensieri, a mio padre. I luoghi...Montevecchio..."Righi" hanno un senso con lui.........solo ricordando lui.

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