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Con
l'avvocato Cabras in catene non si vide Efisio, che riuscì a
scappare, ma il fratello Bernardo. Gli
abitanti del quartiere di Stampace forse i più
agguerriti perché i più fieri della propria identità, della
propria autonomia, avversi nei confronti del Castello abitato da
"aristocratici nullafacenti e piemontesi boriosi",
furono i primi ad accorrere sdegnati contro l'arresto. Si
aggiungono, poi, i quartieri di Marina e Villanova.
I
rivoltosi dei tre Borghi, sbarazzatisi delle Porte che
impedivano l'unificazione del movimento, puntarono decisamente
su Castello. per ordine dei Viceré e del Generale delle armi si
cominciò a sparare cannonate contro i borghi.
Anche
tra gli abitanti di Castello vi fu chi appoggiò decisamente la
rivolta e con coraggio tentò senza riuscirci, d'impadronirsi
dei cannoni.
I rivoltosi con una vera battaglia, con morti e feriti,
riescono a "conquistare"
Castello con il
Palazzo Viceregio, uccidendo nello scontro decisivo il
comandante delle guardie.
"Procurad
' e' moderare barones sa tirannia"
che vuol dire, come la vostra intelligenza vi ha fatto
capire,
"procurate di moderare (attenuare o più
radicalmente…porre termine) o Baroni la vostra tirannia
…….perché altrimenti, continua l'inno, per la mia vita,
riporterete i piedi per terra (traduzione letterale), il popolo
cagliaritano così cantava l'odio contro i piemontesi e quel
giorno costrinse il viceré e i suoi funzionari a rintanarsi
nelle loro stanze per il terrore di essere massacrati .
Non
solo il popolo cagliaritano ma anche le elites dirigenti
cittadine nutrirono, in quel momento, un'avversione nei
confronti dei piemontesi.
E'
il visconte di Flumini, don Francesco Asquer, che, a capo di un
centinaio di persone, arresta i piemontesi presenti in Città.
Si
giunse comunque ad uno accordo con il Viceré: i piemontesi
avrebbero avuto tutti salva la vita e i beni ma tutti (compreso
il Viceré) avrebbero abbandonato l'isola.
Il
30 aprile il Viceré salì su quella nave veneziana che salpò
solo il 7 maggio.
Fu
un avvenimento certamente importante per la Sardegna, per quei
moti antifeudali, anche se alcuni non condividono questa lettura
degli avvenimenti, che lo animarono; Tant'è che con Legge
Regionale n.44 del 1993, il Consiglio Regionale sardo ha
istituito "Sa die de Sa Sardigna" proprio il giorno 28
Aprile. Il giorno 28 Aprile di ogni anno si festeggia, in
ricordo del 28 aprile 1794, il "Giorno della Sardegna"
con manifestazioni culturali ed una "rappresentazione
scenica"
degli scontri del 1794 nei luoghi reali dove essi
avvennero.
Nel
1997 80000 persone, tra cui tanti turisti ma moltissimi sardi,
si riversarono nel quartiere di Castello assistendo con
partecipazione emotiva, alla rappresentazione.
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