Lavoro e retribuzione....

La presenza della donna in miniera:alcuni dati

LE RETRIBUZIONI DELLE  DIVERSE QUALIFICHE in Lire

anno

totale

adulte

minori/ 14a.

MINIERA          minatori falegnami fabbri manov. cernit.*

1860

 485

251

234

Argentiera 4,75 4,00 4,00 2,50 1,35

1861

 557

448

109

Monteponi 3,25 3,50 4,00 2,97 1,85

1862

 476

289

177

San Giovanni 4,00 3,50 4,00 2,50 1,86

1863

 527

303

224

Masua 4,00 3,00 3,00 1,82 1,27

1864/65

786

309

477

Malfidano 5,25 4,00 4,00 2,75 1,27

1865/66

920

339

591

Ingurtosu 4,50 3,00 2,68 1,82 1,00

1866/67

675

224

451

Montevecchio 2,75 3,12 3,25 1,62 1,22

1867/68

653

325

328

San Leone 4,25 3,00 3,05 1,70 0,80

1868/69

696

386

310

Nebida 3,00 3,50 2,50 2,00 1,25
Tabelle tratte da:"Quintino Sella:Sulle condizioni dell'industria mineraria nell' Isola di Sardegna.  *cernitori/cernitrici/lavatori/lavatrici - queste erano le qualifiche nelle quali erano inquadrate le donne.

Le tabelle che abbiamo più sopra riportate costituiscono solo uno dei tantissimi esempi che si sarebbero potuti fare sulla base dei documenti che abbiamo. Abbiamo cercato dati che provenissero dalla stessa fonte, riguardassero lo stesso periodo di riferimento e contenessero le diverse realtà minerarie. Pensiamo siano solo un esempio che possa evidenziare quale ruolo fu riservato alla donna nella nuova organizzazione del lavoro capitalistica della miniera. La manodopera femminile veniva utilizzata a basso costo. 

La donna subiva una discriminazione doppia: 

1- una discriminazione rispetto all'uomo dal punto di vista retributivo. 

2- l'altra discriminazione vissuta tutta interna alla componente femminile dei lavoratori:

a)le adulte, in tanti casi, erano discriminate a vantaggio delle più giovani, basta vedere le tabelle sopra citate; 

b)tra le donne adulte, con l’approvazione in seguito della normativa di tutela della maternità, sarà discriminata la donna sposata a vantaggio di quella nubile.

Il lavoro in miniera era un lavoro massacrante che vedeva impiegate donne, bambini e bambine anche di sei, sette anni.

La prima legge di tutela fu sanzionata da Vittorio Emanuele II Re di Sardegna il 20 Novembre 1859 e proibiva l’impiego in miniera di ragazzi d’età inferiore agli anni 10. Le leggi a tutela dei minori costituirono un passo in avanti nel progresso civile ed anche culturale dell’Italia, pur avvenendo in netto ritardo rispetto ad altri Paesi europei come l’Inghilterra che approvò la legge sui minori nel 1842 vietando l’impiego di bambini con meno di 10 anni, ma erano il frutto di compromessi “sociali” con i padroni delle miniere e i loro rappresentanti in Parlamento.

Pertanto ciò che la legge talvolta prescriveva nel suo articolato era vanificato nelle deroghe che la  stessa contemplava.

 Alcuni esempi: 11 Febbraio 1886 fu approvata la legge che vietò l’impiego dei bambini sotto i nove anni negli opifici, nelle cave e nelle miniere e vieta il lavoro notturno per i bambini al di sotto di 12 anni.

Una legge avanzata, rispetto al passato, che esclude però le piccole industrie, l'artigianato, i lavori agricoli, il domicilio, dove i minori sono impiegati in massa. Fu approvata comunque con una feroce resistenza degli industriali.

Un altro esempio: la legge 26 aprile 1934, n.653   Tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli che recita all’articolo  6 : é vietato adibire:a) I minori di anni 16 nei lavori sotterranei delle cave, miniere e  gallerie  ove  non  esiste  trazione meccanica, nonché le donne di qualsiasi  età  nei lavori sotterranei delle cave, miniere e gallerie anche se esista trazione meccanica. Anche questa legge comprendeva una serie di deroghe che potevano essere  concesse a discrezione, dai prefetti secondo "la necessità" della produzione.

La normativa a tutela della Donna e del Bambino ha fatto passi da gigante in Italia: oggi, a ragione, è considerata tra le più avanzate in Europa e tanto più nel mondo dove persiste ed anzi si accentua nel suo “estremo” sud,  per la grave povertà che attanaglia i popoli  si muore per fame, la "schiavitù" di  milioni di donne e bambini:essi, in tenerissima età, vengono sfruttati nei lavori più massacranti come quello in miniera per un pezzo di pane. Non sono sufficienti a difenderli neppure le convenzioni internazionali.

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