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E’
il periodo Sabaudo soprattutto che viene preso in esame. Per
quanto riguarda lo sviluppo industriale delle miniere è
necessario attendere il 1848 anno in cui, con la Fusione
perfetta, viene applicata anche in Sardegna la legislazione
mineraria vigente nelle province di terraferma del Regno di
Sardegna. Fu quella Legge del 1840, che scindeva la proprietà
del suolo da quello del sottosuolo, a determinare le condizioni
ideali per l'attività estrattiva. Lo stato, infatti, con
questa legge avocava a sé il diritto di sfruttare direttamente
o in concessione a chi aveva i mezzi per farlo, il sottosuolo.
Con questa Legge, l’attività mineraria divenne appetibile per
i grandi capitali italiani e stranieri. La Sardegna infatti non
aveva in sé una classe imprenditoriale che fosse in grado, sia
dal punto di vista delle conoscenze tecniche che dal punto di
vista finanziario, di sfruttare le miniere.
Infatti
i primi ricercatori sardi non erano altri che sacerdoti, è il
caso di Montevecchio, o piccoli commercianti che potevano
seguire, una volta ottenuti i permessi, solo la prima fase della
coltivazione per poi vendere lucrando sulla vendita, il loro
permesso ad altri.
I
sardi non daranno, inizialmente, che 1/3 degli operai
necessari al fabbisogno della produzione mineraria. Questo per
incapacità tecniche e per una loro presunta scarsa resistenza
fisica allo sforzo del lavoro in miniera.
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Le
risorse principali sono le miniere metallifere di piombo, ferro
e zinco.
Nelle
tavole che corredano la Relazione vengono
indicate ben 467 miniere. Si tratta per la stragrande
maggioranza di miniere per le quali furono dati permessi di
“esplorazione”. Le concessioni vere e proprie al 1871 erano
36. Montevecchio fu la prima miniera ad essere data in
concessione nel 1848. Precisamente all’imprenditore sardo
Giovanni Antonio Sanna vennero date per le miniere di
Montevecchio n.3 concessioni.
Sarebbe
interessante, per chi è curioso, leggere gli elenchi delle
miniere: da quelle date in concessioni a quelle per le quali era
stato accordato un permesso di "esplorazione". Per
approfondire leggete, se
volete, il libro "Quintino Sella - Sulle condizioni
dell'industria mineraria nell'Isola di Sardegna" a cura di
Francesco Manconi edizioni Ilisso.
Intanto
per continuare il nostro discorso diciamo che ci occuperemo:
·
dello sviluppo delle miniere servendoci di tabelle che ci
consentano di evidenziare l’aumento della produzione e degli
operai addetti negli anni;
·
del mutamento avvenuto nella società sarda con la
nascita della “classe operaia” delle miniere;
·
delle realtà minerarie più significative servendoci di
una
“mappa”.
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