LE MINIERE:MONTEPONI

L'ACQUA SOTTERRANEA

La miniera di Monteponi Situata in territorio di Iglesias (Cagliari) E' stata, senza dubbio, una delle maggiori miniere piombo-argentifere della Sardegna. In un documento del 1324 la localitÓ mineraria veniva indicata come MONTE PAONE.

 

Dal 1832 la miniera fu sotto il controllo diretto dello Stato che ne impedý certamente lo sviluppo.

Solo nel 1850, data in concessione ad un gruppo di imprenditori privati, tra i quali il banchiere Nicolay, potÚ avere un'organizzazione tale da consentirle il raggiungimento di importanti obiettivi economici.

 

Si fecero grandi investimenti e in pochi anni si scavarono molte gallerie, si costruirono numerose abitazioni e numerosi piccoli impianti di trattamento.

 

Presto si dovette affrontare il problema delle acque di infiltrazione che ostacolavano i lavori in profonditÓ: il problema venne risolto con una lunghissima galleria, progettata dall'Ing. Gouin con l'approvazione di Quintino Sella, che dalla base della montagna portasse via l'acqua fino alla spiaggia di Funtanamare; un enorme tubo di scarico che avrebbe in questo modo "asciugato" buona parte del sottosuolo.

 

 Panorama degli impianti di Monteponi, in evidenza Pozzo Vittorio Emanuele e Pozzo Sella.

 

 

Monteponi: antica foto di Bellavista, sede degli uffici della SocietÓ mineraria e abitazione del Direttore delle Miniere.

 

 

Monteponi: antica foto del 1875 ritrae l'interno della laveria di calamina con ben visibili le operaie cernitrici

 

 

Monteponi:foto del 1928 che ritrae la fonderia dal piazzale esterno.

 

 

Monteponi: foto del 1904, la laveria Mameli vista dal piazzale.

Altri importanti lavori furono senz'altro la costruzione della ferrovia privata che da Monteponi avrebbe consentito il trasporto del minerale fino ad un imbarco realizzato lungo la costa.

 

La scelta cadde su un'insenatura davanti all'isola di San Pietro, denominata Portovesme in omaggio al Presidente della Monteponi Carlo Baudi di Vesme.

 

Nel '900 gli anni della guerra furono per le miniere anni di estrema incertezza: basta pensare che se da un lato in quegli anni Monteponi e Montevecchio garantivano all'Italia la maggior quota dei minerali di piombo e zinco dall'altro lato venivano a mancare, per le miniere, molti materiali tra i quali i ricambi, i lubrificanti e il denaro per pagare i minatori.

 

Nel dopoguerra vi fu una ripresa della miniera. Le grandi produzioni degli anni cinquanta e sessanta costituirono l'apice della vita stessa di Monteponi.

 

I decenni successivi, per˛, segnarono il declino lento ma ineluttabile fino alla chiusura. Agli imprenditori privati si sostituirono le Partecipazioni Statali che fondarono SocietÓ diverse che non impedirono la loro "morte".