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La
miniera di Monteponi Situata in territorio di Iglesias (Cagliari)
E' stata, senza dubbio, una delle maggiori miniere
piombo-argentifere della Sardegna. In un documento del 1324 la
località mineraria veniva indicata come MONTE PAONE.
Dal
1832 la miniera fu sotto il controllo diretto dello Stato che ne
impedì certamente lo sviluppo.
Solo
nel 1850, data in concessione ad un gruppo di imprenditori
privati, tra i quali il banchiere Nicolay, poté avere
un'organizzazione tale da consentirle il raggiungimento di
importanti obiettivi economici.
Si
fecero grandi investimenti e in pochi anni si scavarono molte
gallerie, si costruirono numerose abitazioni e numerosi piccoli
impianti di trattamento.
Presto
si dovette affrontare il
problema delle acque di infiltrazione che
ostacolavano i lavori in profondità: il problema venne risolto
con una lunghissima galleria, progettata dall'Ing. Gouin con
l'approvazione di Quintino Sella, che dalla base della montagna
portasse via l'acqua fino alla spiaggia di Funtanamare; un enorme
tubo di scarico che avrebbe in questo modo "asciugato" buona parte
del sottosuolo.
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Altri
importanti lavori furono senz'altro la costruzione della ferrovia
privata che da Monteponi avrebbe consentito il trasporto del
minerale fino ad un imbarco realizzato lungo la costa.
La
scelta cadde su un'insenatura davanti all'isola di San Pietro,
denominata Portovesme in omaggio al Presidente della Monteponi
Carlo Baudi di Vesme.
Nel
'900 gli anni della guerra furono per le miniere anni di estrema
incertezza: basta pensare che se da un lato in quegli anni
Monteponi e Montevecchio garantivano all'Italia la maggior quota
dei minerali di piombo e zinco dall'altro lato venivano a mancare,
per le miniere, molti materiali tra i quali i ricambi, i
lubrificanti e il denaro per pagare i minatori.
Nel
dopoguerra vi fu una ripresa della miniera. Le grandi produzioni
degli anni cinquanta e sessanta costituirono l'apice della vita
stessa di Monteponi.
I
decenni successivi, però, segnarono il declino lento ma
ineluttabile fino alla chiusura. Agli imprenditori privati si
sostituirono le Partecipazioni Statali che fondarono Società
diverse che non impedirono la loro "morte".
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