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La miniera di Casargiu è
al limite, a ponente, della concessione Montevecchio n.3 e confina con
il “territorio” della miniera di Ingurtosu.
Ci si arriva, continuando
a percorrere la strada che da Montevecchio, Gennas, ci porta a Ingurtosu
e da lì, dopo aver ammirato i resti della Laveria Brassey di Naracauli,
arrivare al mare e la sabbia incantevole di Piscinas.
Ma non divaghiamo.
Restiamo in argomento.
Casargiu lo troviamo
subito dopo Telle. Possiamo proporre una scheda molto sintetica, con
l'utilizzo del libro “Le miniere di Montevecchio” di Emanuele Concas che
abbiamo più volte citato doverosamente e piacevolmente con il consiglio
di leggerlo se si vuole approfondire l'argomento.
La scheda può contenere
questi pochi dati tecnici:
1) “In corrispondenza
dell'imbocco della Galleria San Giorgio che è considerato il limite
della miniera di Telle verso ponente, il fascio filoniano si apre a V in
due distinti affioramenti, uno sviluppantesi a tetto della stessa
direzione dei precedenti e l'altro che volge a letto e che costituisce
il così detto filone Ingurtosu che prende il nome della confinante
concessione della Società Pertusola ( le cui concessioni, quindi anche
Ingurtosu, vennero acquisite dalla Montevecchio, o meglio, dalla Società
Monteponi – Montevecchio costituita con la fusione, nel 1965. n. d. r.).
“Il filone di tetto,
denominato Fais, è mineralizzato in blenda e galena con prevalenza della
prima".
2) “il cubaggio della
miniera è calcolato (ovviamente in quel tempo, n. d. r.) in circa
350.000 tonnellate di materiale grezzo".
3) Il pozzo di estrazione
è il Pozzo Fais. La macchina di estrazione, costruita dalla ditta
Servettaz – Basevi, con una potenza di 22 HP, sollevava un vagone di 460
litri pari a 800 Kg circa di minerale.
Dalle carte possiamo
individuare i seguenti livelli principali:
Livello Fais e Riu Mannu a
q. + 158,38
Livello 106 a q. + 108,87
Livello Rolandi a q. +
95,70
Livello 46 a q. + 51,26
Livello VII a q. + 14,77
Livello VIII -Minghetti a
q. - 22,60.
Casargiu vide l'utilizzo
di grossi macchinari il “Jumbo” e il “Toro” che accedevano in miniera
direttamente dalle rampe per procedere anche all'estrazione del
materiale.
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