|
Il Pozzo Sartori, il cui
castello alto 32 metri è ben visibile dalla strada che da Guspini porta
a Montevecchio, è posto tra le miniere di S.Antonio e Piccalinna ed è il
pozzo di estrazione di tutta la produzione di Levante.
Venne scavato per 281
metri già nel 1938 ed entrò in funzione nel giugno del 1941 col nome di
Pozzo Impero che il fascismo, imperante, gli diede.
Caduto il fascismo, venne
denominato Pozzo Sartori in onore ad uno dei più esperti dirigenti della
Montevecchio, Francesco Sartori, morto il 13 agosto 1941.
La canna del pozzo
raggiunse una profondità di 510 m suddivisi in 19 livelli che
successivamente diventarono 21 con l'approfondimento dei lavori nel
cantiere Mezzena.
La sintesi delle
caratteristiche tecniche più importanti si racchiude in pochi punti:
1- “ Il compartimento
centrale era limitato da due traversoni in larice della sezione di 18x20
distanti tra loro m.2,96 in modo tale da permettere il passaggio delle
gabbie;
2- la macchina di
estrazione era dotata di uno skip totalmente automatico (permetteva cioè
il carico e lo scarico del materiale automaticamente) e sollevava due
gabbie a due piani permettendo l'estrazione di 4 vagoni per gabbia;
3- il guidaggio era fatto
con guide di larice con una sezione 14x16 poste nella testata delle
gabbie;
4- le “funi” avevano un
diametro di 40 mm e sono collegate alle gabbie con speciali
ammortizzatori Demag;
5- la frantumazione
primaria avveniva al livello XVIII.
Come sempre, se volete
approfondire l'argomento, vi consigliamo di consultare i libri elencati
nella bibliografia del sito.
|