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Il
pomeriggio del 20, alle ore 15, un grosso corteo si avviò nella
strada di Montevecchio per impedire l’accesso degli automezzi
che portavano i "crumiri". Ma la polizia rimosse, il
blocco stradale caricando i manifestanti. Il 22 Marzo a sostegno
dei minatori si proclamò uno sciopero di tutte le categorie a
Guspini.
Su
richiesta delle Organizzazioni Sindacali, intervenne nell'ultima
fase, il Presidente della Regione Sarda, l’On. Corrias, che
formulò, come mediatore tra le parti, le seguenti proposte:
1
Uscita dai pozzi dei minatori;
2
Esecuzione del referendum con le modalità e garanzie;
3
Elezioni Commissione Interna;
4
Impegno di un incontro successivo alla esecuzione del 3° punto
tra l’Associazione degli Industriali e le
Organizzazioni Sindacali "per un esame" intorno alla
situazione determinata dal passaggio dal vecchio al nuovo assetto.
5
Mantenimento del quadro retributivo in vigore in quel momento.
Le
parti trovarono finalmente l'accordo sulla proposta così
formulata.
Gli
scioperanti, avuta notizia dell’accordo raggiunto, uscirono dai
pozzi la notte di Pasqua. La Commissione Interna in carica rassegnò
le dimissioni ed il sei Aprile si tenne il referendum per il
"Patto Aziendale", con i seguenti risultati:
1203
voti andarono contro il "Patto Aziendale";
273
voti a favore.
La
lista della C.G.I.L., nell'elezione della nuova Commissione
Interna, ottenne il massimo dei voti:
1500
Elettori
1342
voti validi
1060
voti alla C.G.I.L. e 7 seggi.
186
voti al Gruppo Autonomo Operai di Montevecchio e due seggi.
48
voti alla C.I.S.L. e nessun seggio.
16
voti alla U.I.L. e nessun seggio
n. sconosc. voti
alla C.I.S.N.A.L. non andò nessun seggio.
Il
Patto Aziendale venne così rotto e un nuovo periodo democratico
doveva essere vissuto.
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