E’
in questi anni che si dice delle miniere "assistite" e
non produttive.
E'
vero peraltro come disse un politico Sardo, Giorgio Macciotta, vicepresidente del
gruppo PDS alla Camera, che l’ENI ha lucrato circa 600 miliardi
l’anno sulle spalle dei minatori con il sistema delle "bare
fiscali".
Fu
in questa situazione che i minatori di Montevecchio, ormai ridotti
ad un gruppo molto ristretto, decidono con le organizzazioni
sindacali di categoria di dar vita all’occupazione dei pozzi.
Si
sceglie il pozzo "Amsicora" nel cantiere di Telle. Un
piazzale enorme fa risaltare ancora di più il
"Torrione" del Pozzo Amsicora che porta scritta una
data:1938.
L’occupazione
ha inizio il 22 Aprile 1991 e termine 27 giorni dopo, esattamente
il 18 Maggio 1991 dopo la firma dell’accordo del 17 Maggio a
Roma.
L’ultima
occupazione dei pozzi a Montevecchio, le manifestazioni e gli
scioperi in tutto il bacino minerario, non ebbe altro scopo se non
quello di "gestire" la chiusura delle miniere ma
trattando e rivendicando uno sviluppo alternativo.
Le
miniere erano state importanti soprattutto per la crescita sociale
e culturale della Sardegna ma ciò che più importava era creare
uno sviluppo alternativo che tenesse conto della vocazione stessa
dell’isola.
Con
questa prospettiva la Miniera di Montevecchio dopo 143 anni dalla
firma della Concessione Mineraria, chiuse per sempre i suoi pozzi
e le sue gallerie.