Traduzione* dell'articolo di U. CAPPA 

apparso su "The Engineering and Mining Journal"  di New York

 

La Gazzetta dell’Ingegnere e del Minatore.

New York, 9 maggio 1908

Il Recupero di Minerali Misti a Rosas, Sardegna.

La Separazione di Piombo e Zinco da Solfuri di Minerali Misti Ossidati per Mezzo di Frantumazione in Molini a Sfere e Depurazione con le Tavole Ferraris.

DI UMBERTO CAPPA*

L’impianto di recupero di Rosas tratta due tipi di minerali, solfuri misti di piombo e zinco e minerali ossidati misti degli stessi metalli.

Nel 1900 sono stati avviati i test di recupero sui minerali del primo tipo e, dopo un’attenta riflessione, la Société de Rosas mise all’opera quanto suggerì l’ingegnere consulente, il sig. E. Ferraris, e cioè di polverizzare l’intera quantità di minerale recuperato in maglia sottile nei molini a sfere durante la prima fase. Questo si è rivelato il metodo più risolutivo economicamente.

I Solfuri

I minerali trattati per primi risultarono più ricchi. Essi provenivano dalle zone più elevate dei depositi di Rosas, che erano formati da canali diabasici mineralizzati con solfuri metallici ed arricchiti al contatto con calcare silicato e bituminose. La tabella seguente riporta i risultati dei test su alcuni dei minerali analizzati:

I. II. III.

Zinco 30.80

23.50

11.50

Piombo 23.60

20.25

30.00

Rame ……

…..

0.20

Ferro 9.00

8.00

Illeggibile 

Calce 1.50

6.25


 

Magnesio illeggibile

0.75


 

Solfuro

18.50


 

Silice e silicati

illeggibile


 

 

 

 

 

 

 

I minerali al numero III si erano in qualche modo ossidati.

In poco tempo i macchinari e la forza lavoro erano diventati così proficui che si poté trattare minerali di grado inferiore. Di conseguenza, nel 1907, i minerali contenevano in media una percentuale di 13,60 di zinco e 8,50 di piombo.

Minerali Ossidati

I minerali ossidati si ricavavano dalla scomposizione dei solfuri, specie a contatto con la dolomite. Si tratta di miscele intime di vari silicati e carbonati, tra cui alcuni talmente pesanti da rendere complesso l’arricchimento del prodotto finale. A differenza dei solfuri, la loro percentuale di piombo era maggiore di quella di zinco; quest’ultimo viene infatti lisciviato con acqua. Le seguenti analisi mostrano la composizione dei minerali ossidati:

 

  *Direttore della miniera di Rosas, Sardegna

   I. II. III.

Zinco 10.65

10.37

11.40

Piombo 16.10

14.35

49.75

Rame 0.55

0.70

0.14

Ossido di Ferro illeggibile da qui in poi

Illeggibile da qui in poi

Illeggibile

Calce


 


 

Magnesio

1.00


 

Solfuro

…..


 

Silice e silicati 42.44

Illeggibile


 

Diossido di Carbonio


 


 

Diossido di Manganese


 


 

Solfato di Bario


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I progressi ottenuti hanno permesso di trattare allo stesso modo materiale di qualità inferiore insieme a questi minerali. Così, nel 1907, i costi medi dei minerali di tipo II erano: 56.945 franchi per la manodopera, 25.286 franchi per i materiali e 33.825 franchi per i consumi elettrici. In quell’anno furono trattate 19.355 tonnellate di minerale grezzo, producendo 5820 tonnellate di concentrati. Il costo era di sei franchi per tonnellata di minerale grezzo e di 19.94 franchi per tonnellata di materiale recuperato.

La spesa giornaliera media di ogni settore dello stabilimento consisteva in 33.90 franchi per la manodopera, 15.05 franchi per i materiali e 20.14 franchi per i consumi elettrici.

Le figure illustrano l’impianto principale, un ingrandimento di un settore e il prospetto dello scarico di crivello a piano inclinato, oltre ad alcune fotografie dei lavori all’interno e all’esterno dello stabilimento.

 

 *La traduzione dell'articolo è stata curata dalla prof.ssa Ira Capotorto, insegnante del Liceo Linguistico di Maddaloni (CE) diretto dalla dott.sa Giovanna D'Onofrio.

La prima pagina del giornale di New York "The Engineering and Mining Journal"

 

la seconda parte dell'articolo di Umberto Cappa pubblicato dal giornale di New York "The Engineering and Mining Journal" il 9 Maggio 1908.