LE MINIERE:NEBIDA-MASUA

 

 

La costa di Nebida e Masua, nell'iglesiente, costituisce uno dei paesaggi più affascinanti della Sardegna.

In questo territorio, però, si è sviluppata anche una delle attività estrattive più importanti dell'Isola.

1857: Paolo Vacatello ottiene il primo permesso di ricerca di minerali che vende alla Società di Montesanto;

1863: la Società di Montesanto ottiene la concessione per minerali di piombo che passò a due imprenditori, F. Calvo e ingegner Scarzella.

Sotto il controllo della Società Anonima Miniere di Lanusei, la miniera alle soglie della prima guerra mondiale, fu tra le prime ad alimentare, a corrente elettrica, il motore del pozzo interno.

 

Miniera di Masua:panorama

Splendido panorama della miniera di Masua

Negli anni venti fu evitata la chiusura con l'assorbimento di Masua dalla società Belga Vieille Montagne: nacque, quindi, un unico centro minerario che si dotò successivamente del moderno Porto Flavia, così chiamato dal nome della primogenita del suo progettista, ing. Cesare Vecelli, per la spedizione del minerale.

Negli anni quaranta la miniera passò nelle mani della Sapez.

Dopo la guerra la produzione riprese soprattutto con le ricerche. E' in questo periodo che si giunse all'unificazione con la miniera di Nebida.

Nel 1956 l'AMMI assorbì le miniere: i nuovi capitali vennero investiti in un grande progetto per lo sfruttamento del giacimento a solfuri di Acquaresi stimato in 15 milioni di tonnellate.

Ma il destino di questo progetto fu segnato come la lenta ma inevitabile chiusura definitiva delle miniere.

 

Porto Flavia

Porto Flavia

 

Nebida:Laveria LaMarmora

Veduta della laveria Lamarmora