LE MINIERE:ROSAS

 

 

Nella localitÓ di Rosas, nell'iglesiente (CA) fu individuato, nell'800, un giacimento di solfuri misti, ricco di galena, blenda e pirite.

I filoni furono coltivati dal 1838 da alcuni imprenditori di Iglesias, guidati dal commerciante Gaspare Perpignano, che fondarono nel 1851 la SocietÓ dell'Unione Miniere Sulcis e Sarrabus, ottenendo la concessione mineraria che era la terza, cronologicamente, dopo Montevecchio (1848) e Monteponi (1850).

Nel 1861 i lavori furono interrotti e nel 1863 la concessione mineraria fu revocata.

Bisogna attendere vent'anni per rivedere la miniera Rosas produrre, pur in presenza dei grossi problemi ambientali, ad opera del giovane ingegnere Giorgio Asproni (Direttore della miniera di Montevecchio anche quel 4 Maggio 1871 che vide la morte di 11 lavoratrici, tra donne e bambine) che riapre i cantieri dove Ŕ facile trovare la galena e la blenda distinte.

Nel 1898 la miniera pass˛ alla SociÚtÚ Anonyme MiniÚre. Nel 1911 furono costruiti: Una centrale elettrica di tremila volt, alcuni edifici di servizio e un nuovo pozzo.

Nel 1939 inizi˛ la costruzione di un moderno impianto di flottazione capace di trattare 50 tonnellate di materiale al giorno. Tutto intorno al villaggio minerario fu edificata una rete di strade per tutti i cantieri facenti capo a Rosas, quelli delle concessioni di Trubba Niedda, Sa Marchesa e Mitza Sermentus quest'ultima sicuramente lontana.

Era un vastissimo territorio con importanti opere di captazione dell'acqua, per alloggi degli operai e per la cura dei boschi circostanti.

Un grande insieme minerario che stentava a dare i frutti sperati. Con la guerra vi fu l'abbandono della miniera da parte dei tecnici e dirigenti stranieri che lasciarono il passo agli uomini dell'AMMI.

Ci fu un lento declino di Rosas: alla fine degli anni settanta la miniera vide la sua chiusura con l'avviamento della pratica per la revoca della concessione mineraria.

 

Rosas:case degli impiegati

 

interno laveria

 

 

"Bocca" di un mulino della laveria