LE MINIERE:SAN BENEDETTO

 

 

La miniera ebbe uno sviluppo agli inizi del 900. Per oltre trent'anni, infatti, si succedettero diverse Società per la conduzione degli impianti della miniera nella quale si individuarono, nel 1866, i filoni di galena argentifera, facendo semplici lavori di ricerca a cielo aperto.

Dal 1902, con l'aumento del valore dello zinco, si realizzarono lavori consentissero un aumento della produzione: una grande galleria, un nuovo pozzo denominato Champion.

In meno di cinque anni sorse un villaggio animato da più di mille persone che trovarono occupazione, diretta o indiretta, per la vicinissima miniera.

La coltivazione della calamina e della blenda, negli anni venti, costrinse la Vieille Montagne, la società che gestiva la miniera, a dotarsi di costosi impianti d'eduzione delle acque presenti in quantità enorme nelle gallerie.

Per farlo erano necessari capitali ingenti che la Società Belga, impegnata totalmente nella miniera di Masua, non poteva permettersi: decise, quindi, l'abbandono di San Benedetto.

La miniera passò nel 1941 all'AMMI (Azienda Minerali Metallici Italiani) e in seguito alla Sapez che investì i suoi capitali per la realizzazione del nuovo pozzo Zinnerman e del sottostante piccolo impianto d'arricchimento.

Anche la miniera di San Benedetto avrebbe dovuto conoscere l'onta della sua chiusura.

 

san benedetto :panoramica dela miniera

Panoramica della miniera S. Benedetto

Vieille Montagne soc. mineraria Stemma

Stemma della Società mineraria Vieille Montagne

 

laveria pozzo Zinnerman

suggestiva immagine notturna della laveria