CICI PEIS:LA SCHEDA...

 

"Il forgiatore":disegno di Cici Peis

Cici Peis nasce a Guspini il 3 Febbr.’51 e qui consegue il diploma di geometra. Frequenta due anni di università, ingegneria a Cagliari e architettura a Firenze che interrompe per il servizio militare.

La scelta di trovare un lavoro fuori dagli ambiti famigliari lo conduce a Portotorres (SS), uno dei più grossi centri industriali della Sardegna e d'Italia dove viene assunto nel 1974 .

La fabbrica diventa il laboratorio dove crescere sperimentando se stesso e, nel contempo, il rapporto con gli altri.

Incomincia da operaio nel settore delle fibre e assume l’incarico di capoturno nell’83. In quegli anni fa parte degli organismi dirigenti del sindacato di categoria fino a ricoprire la carica di segretario provinciale della Filcea CGIL.

Dopo la chiusura del settore delle fibre lavora per 3 anni nel settore logistica e attualmente è capoturno al depuratore inceneritore.

Sostiene, quindi, da 29 anni il peso dei turni nel lavoro. La turnazione costituisce una delle caratteristiche più negative della fabbrica. Essa impone al lavoratore un continuo “cambiamento” dei ritmi vitali che è causa di vere e proprie malattie professionali.

Cici Peis svolge il suo impegno sindacale svolto senza “distacco” per restare legato alla produzione, alla sua realtà difficile ma certo ricca di motivazioni per la crescita dal punto di vista professionale e umano.

 

"la lettura de giornale":disegno di Cici Peis

L'impegno politico lo porta ad essere Segretario Cittadino, ad Alghero, di Federazione Democratica per 4 anni fino all'unificazione col PDS nei Democratici di Sinistra-Sinistra Federalista Sarda e ricoprire il ruolo di segretario organizzativo. Attualmente è segretario della sezione Pertini e coordinatore del Cittadino. Questa attività non ha impedito ma rafforzato il gusto e l'interesse a coltivare la sua passione per il disegno e la pittura. Queste forme espressive di emozioni che solo la “realtà così com'è vissuta” riesce ad animare e ad elevare ad arte, lo hanno attratto sin da bambino. E' allora che Iride, la sorella scrittrice “di miniera”, gli regala i colori e i pennelli incoraggiandolo a continuare, ad ascoltare sempre di più quel “sottile” bisogno del “rappresentare” la realtà.

La sua pittura è rivolta a tutto ciò che lo circonda: i paesaggi pieni di colori, le nature morte che prendono a “parlare” di sé.

Ma è soprattutto nella rappresentazione di volti, di uomini, donne e ragazzini che vivono nella realtà della sua gente, che la animano dei colori diversi dei loro mestieri, dei loro odori nelle varie fasi del lavoro, che la sua pittura riesce ad “incidere”. E' nel mondo minerario che i tratti decisi di Cici Peis trovano la loro linfa vitale. E la sua pittura non è mai “celebrazione” iconografica ma rappresentazione profonda di stati d'animo, di momenti di sconfitta o di lotta vittoriosa, di travaglio interiore individuale e collettivo. I colori diventano la diversa “gradazione” del sentire di questa “umanità” di miniera. Non è un caso se con la sorella scrittrice ha un feeling particolare. Egli rappresenta con la pittura ed il disegno  ciò che Iride esprime, invece, con il libro.

E' un artista che disegna e dipinge  soffermandosi sulla realtà del lavoro e l'analizza illuminato solo dal suo carattere riflessivo e serio che ripudia la “forma effimera” per una “forma” che diventando essa stessa "sostanza" elegge il suo domicilio permanente in chi, scrutandola, vuole solo stare ad "ascoltare".