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La
miniera di Silius è una delle poche se non la sola miniera ancora in
produzione della regione sud-orientale della Sardegna.
Silius
con il suo giacimento di fluorite e barite si afferma decisamente negli
sessanta.
La miniera rispetto al panorama minerario sardo, è
alquanto "giovane" e, tutt'oggi, mantiene la sua vocazione
ancora produttiva pur incontrando le difficoltà di tutte le realtà
minerarie sarde:
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1)
il deprezzamento del fluoro;
2)
Il sistema di estrazione ormai vecchio che avrebbe bisogno di un
investimento tale renderlo moderno, al passo coi tempi tecnologici;
La coltivazione, infatti, avviene ancora col
sistema del Pozzo verticale mentre, per aumentare la produttività,
andrebbe realizzata una rampa che consentisse l'impiego di mezzi
meccanici di dimensioni adeguate.
Si
è di fronte, quindi, al fatto che la ricchezza della miniera non possa
essere sfruttata come si potrebbe per carenze nell'adeguamento del
sistema produttivo. Assemini (Cagliari) ospita nel suo territorio gli
impianti di trattamento della fluorite, della barite e della galena.
Il villaggio della miniera di Silius, che di fatto
è divisa in due miniere distinte, Genna Tres Montis e Muscadroxiu, è
composto, per la maggior parte, da case prefabbricate in legno e lamiera
che ospitano un gruppo di minatori polacchi. Alla Mineraria Silius
S.p.A., concessionaria delle miniere,
si è affiancata la Regione Sardegna per far fronte alle
difficoltà economiche e scongiurare la chiusura degli impianti.
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