LA POLITICA SOCIALE

 

festeggiamenti in onore di Santa Barbara a Montevecchio 

Lo sfruttamento industriale delle miniere non fu solo un “evento” economico storicamente fondamentale ma fu anche rilevante dal punto di vista socio-culturale per due ordini di motivi:

1       1)   il passaggio al modo di produrre industriale determinò la nascita, anche in Sardegna, di un nuovo soggetto sociale, l’operaio, che vendeva la propria forza-lavoro per un certo numero di ore al giorno per poi riprendersi tutta intera la sua libertà del “fare” e dell’essere nelle restanti ore della giornata.La "sostituzione" del bracciante agricolo e piccolo contadino impegnato quotidianamente dall’ “alzar del sole” al tramonto inoltrato di esso, con l’operaio impegnato per un numero predeterminato di ore, si evidenzia, oltrechè nel rapporto di lavoro economicamente diverso e regolato, nel diverso utilizzo del tempo. 

 

L’operaio ha finalmente tempo libero nel quale ritemprare le forze spese nel proprio lavoro oppure da dedicare a tutto ciò che attiene alla sua sfera “affettiva” nella più ampia accezione del termine. E’ nel tempo libero che può tessere rapporti interpersonali con gli altri, condividere passioni comuni. L’aspetto culturale e ricreativo caratterizza il tempo libero del salariato.

 2) Con l’attività mineraria cambia la stessa connotazione sociale delle popolazioni e dei paesi del       territorio. Vi è una diversa attenzione verso tutto ciò che è necessario allo sviluppo e al miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie ma in definitiva delle popolazioni intere. Vi è  una coscienza nuova che pone alla base delle rivendicazioni sociali  l’istituzione o l’ampliamento dei servizi. L’istituzione di Scuole, servizi sociali come asili per i figli dei lavoratori, le colonie marine, montane, assistenza medica e ospedaliera. Un grande ruolo lo hanno avuto le donne con le loro associazioni che nei primi anni ’50 ponevano come punti fondamentali delle loro vere e proprie piattaforme rivendicative, l’istituzione di servizi quali appunto le colonie marine e montane per i figli dei minatori. La Colonia di Funtanazza nacque appunto nel 1956.

Le Società Minerarie operarono nel sociale tenendo conto di queste richieste nuove con un duplice obiettivo: a) quello di radicarsi come soggetto del territorio e non estraneo ad esso;radicarsi nel territorio che voleva dire non farsi accettare semplicemente  dalle popolazioni ma , se non condizionarne le scelte, farsi riconoscere come estremamente importante per la vita stessa della comunità. 

 b) gestire il controllo dei lavoratori e delle loro aspirazioni, anche durante il tempo libero che si voleva fosse dedicato allo svago e all'evasione piuttosto che alla riflessione critica sulla condizione operaia.

Continuano ad operare , per volontà e finanziamento delle Società Minerarie, i Circoli ricreativi del Dopolavoro, nati durante il fascismo come "opera Nazionale Dopolavoro", che diventano gli esclusivi gestori del tempo libero dei lavoratori, rigorosamente apolitici. Vengono istituiti asili e colonie marine e montane che costituiscono davvero per i figli dei lavoratori le uniche occasioni per vacanze al mare certamente curate in tutti gli aspetti sia dell’alloggio che del vitto abbondante e prelibato.

Su questa problematica abbiamo ricevuto una importante ricerca fatta dalle alunne del Liceo delle Scienze sociali di Iglesias, sotto la guida dell’Insegnante Carla Deidda. E’ molto interessante leggerla.