I TRASPORTI

Il trasporto del minerale verso i centri di imbarco fu inizialmente il problema più importante. In mancanza di strade adeguate e comunque in assenza di uno sviluppo della rete ferrovia che avvenne solo a partire dagli ultimi decenni del 1800, il trasporto venne affidato ad “imprese familiari” che con i loro carri a buoi si presentavano nei piazzali delle laverie e provvedevano al carico dei sacchi colmi di minerale per poi partire alla volta dei centri portuali.

Vi è una frase di Quintino Sella che, nella sua Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria dell'Isola di Sardegna, così descrive questa attività:”questi trasporti che versano nel paese cospicue somme di danaro, si fanno per massima parte dagli indigeni con carri e bovi od a cavalli sopra strade recentemente aperte dalle società medesime che lavorano le miniere."

Il trasporto con i carri era fonte di sostentamento per intere “imprese familiari”; il carro trainato da buoi talvolta denutriti diventava mezzo di arricchimento socio-economico per tutto il paese che ospitava la miniera.

 

Una Famiglia di "carretoneris" (carrettieri).

Al carro trainato dai buoi si sostituì, una volta costruite le strade, anche ferrate, il vagone trainato dal cavallo.

Fu con lo sviluppo della rete ferroviaria, che negli ultimi trentanni dell'800 avvenne abbastanza celermente, pubblica e privata (costruita dalle stesse grandi società Minerarie) che il trasporto divenne più celere ed a costi inferiori.

Intere famiglie di “carretoneris” (carrettieri) con l'avvento della ferrovia patirono la fame o, nel migliore dei casi, vennero assorbite nel lavoro in miniera.

La Società mineraria di Montevecchio costruì la ferrovia Sciria-San Gavino Monreale( Stazione ferroviaria dalla quale il minerale poteva essere trasportato al porto di Cagliari).

La Società Monteponi attivò una ferrovia a scartamento ridotto che consentiva il trasporto del minerale  a Portovesme.

 Dai centri portuali le barche, i battelli carlofortini si incaricavano di trasportare il minerale a Carloforte nell'isola di San Pietro per poter essere immagazzinato sino al suo caricamento su grosse navi che l'avrebbero trasportato nel continente.

 

Una foto del 1904 il treno della linea ferroviaria di Monteponi.

 

Il carro "a buoi" pronto per essere caricato dei sacchi di minerali. Il viaggio era lungo e faticoso per giungere a Cagliari. 

Un "treno" di vagoni carichi di minerale trainato dal cavallo.

 Una foto antica del 1904 davvero emozionante:i carri trainati dai buoi, attraverso le grotte di San Giovanni, trasportano il minerale di Monteponi.

 Una foto dei primi anni del '900:elegante carrozzella di servizio nelle miniere di Monteponi.

 

Era lì, infatti, che la maggior parte del minerale estratto, almeno sino alla costruzione di fonderie come quella di San Gavino nata negli anni '30, veniva trasportato per la sua fusione e trasformazione.

Sino ad allora solo in piccole quantità veniva fuso e trasformato da piccole fonderie “artigianali” o dalla Fonderia di Monteponi che prima della Montevecchio capì l'importanza della verticalizzazione della produzione e  costruì una propria fonderia.